Keen sceglie di entrare nel trail running in una fase di forte espansione della categoria. Il brand statunitense, storicamente legato al mondo outdoor, debutta nel segmento con una proposta che punta a trasferire nella corsa off-road i propri valori più riconoscibili: protezione, comodità, durabilità e calzata naturale. Il risultato sono due modelli distinti ma complementari, Seek e Roam, sviluppati per interpretare in modo diverso l’esperienza trail.

Seek: la proposta più tecnica per chi cerca supporto e tenuta
Tra i due modelli, Seek è quello che rappresenta il lato più prestazionale. Il posizionamento è chiaro: una scarpa pensata per trail medio-lunghi, con una costruzione che prova a tenere insieme protezione, efficienza e comfort prolungato. Già dalla scheda tecnica emerge una struttura impostata per accompagnare il runner nei chilometraggi più consistenti, senza rinunciare a reattività e stabilità.
A livello tecnico, Seek utilizza una intersuola QuantumFoamX ad alta energia, studiata per offrire una sensazione morbida ma con ritorno di energia, e una suola con tasselli da 4 mm in gomma ad alta abrasione, pensata per garantire grip e soprattutto resistenza nel tempo. Il brand sottolinea anche la presenza di una tomaia tecnica resistente e traspirante, del lace garage, dei lacci riflettenti, di una linguetta imbottita e di un collarino in knit elasticizzato che aiuta a limitare l’ingresso di detriti. Interessante anche il dato sulla durabilità: test indipendenti attribuiscono alla mescola della suola una durata superiore rispetto a quella di una tipica trail shoe di categoria.

Roam: la trail ibrida
Se Seek presidia il lato più tecnico del progetto, Roam è probabilmente il modello che intercetta con più immediatezza una delle evoluzioni più interessanti della corsa outdoor contemporanea: quella dei runner che non separano più rigidamente strada e sentiero.
La scarpa da gravel running è una definizione che ha senso se si osserva il suo equilibrio progettuale. Roam nasce per affrontare superfici miste, alternando ghiaia, sterrato e asfalto, con un’impostazione che privilegia versatilità e comfort quotidiano. La presenza di una intersuola QuantumFoam, di un battistrada da 3 mm, di una tomaia resistente all’abrasione e di una costruzione più “adattiva” la collocano esattamente in quella fascia di prodotto che oggi sta diventando sempre più rilevante: scarpe capaci di uscire dal trail puro per accompagnare un uso più fluido e meno codificato.
Anche qui il focus resta molto coerente con la filosofia del marchio: durata, comfort, naturalezza dell’appoggio e funzionalità concreta. Non è la scarpa che punta a stupire con estremizzazioni tecniche, ma quella che prova a convincere nel tempo, nell’uso reale, nella continuità.

Intervista a Sara Barbieri, brand manager Keen Italia
Non vogliamo essere semplicemente presenti nel trail: vogliamo portare una proposta riconoscibile e rilevante
KEEN entra nel trail running in un momento di forte crescita del segmento: quali sono le motivazioni strategiche che vi hanno portato a investire oggi in questa categoria?
L’ingresso di Keen nel trail running nasce da una scelta molto naturale per il brand. Dopo oltre vent’anni di esperienza nell’outdoor, era il momento giusto per portare questo patrimonio in una categoria che oggi sta vivendo una crescita importante, ma che richiede anche autenticità, competenza e una visione chiara. Per Keennon si tratta di seguire una tendenza, ma di entrare in un segmento coerente con il dna del brand: protezione, comfort, durabilità e connessione con l’ambiente naturale. La nuova proposta trail rappresenta quindi un’estensione credibile del mondo Keen, non una deviazione.
Il brand ha un’identità consolidata nel mondo outdoor: quanto è stato importante trasferire questo patrimonio nel running, mantenendo coerenza e riconoscibilità?
È stato fondamentale. Keen ha costruito la propria identità su un’idea di outdoor accessibile, autentico e funzionale. Entrare nel running significava tradurre questo patrimonio in una nuova esperienza d’uso, senza perdere i nostri codici distintivi. Per questo abbiamo voluto mantenere elementi chiave come l’attenzione alla forma del piede, il comfort di lunga durata, la protezione e una forte enfasi sulla durabilità. Anche nel trail running volevamo che il consumatore riconoscesse immediatamente la calzata di Keen.
Con Seek e Roam avete scelto di debuttare con due modelli distinti per utilizzo e posizionamento: come avete strutturato questa proposta e quali bisogni intendete soddisfare?
Abbiamo scelto di entrare nel mercato con una proposta chiara e leggibile. Seek e Roam rispondono a due esigenze diverse ma complementari. Seek è il modello più performante e tecnico, pensato per affrontare terreni più impegnativi e distanze da moderate a lunghe, con un focus su agilità, reattività e resistenza. Roam, invece, nasce come scarpa più adattiva e versatile, ideale per chi corre su superfici miste come ghiaia, sterrato e asfalto, e cerca una soluzione trasversale per allenamenti quotidiani e percorsi non lineari. In questo modo abbiamo costruito una gamma che parla sia al trail runner più orientato alla performance, sia a chi vive la corsa in maniera più fluida e ibrida.
Seek è pensata per le lunghe distanze: quali sono stati i principali driver progettuali che hanno guidato lo sviluppo del prodotto?
Nello sviluppo di Seek i driver principali sono stati tre: protezione, efficienza e comfort prolungato. Il prodotto è stato concepito per runner che affrontano percorsi tecnici e distanze medio-lunghe, quindi era necessario trovare un equilibrio tra ammortizzazione, precisione dell’appoggio e continuità di rendimento. La scelta di una intersuola in schiuma Pebax supercritical, di una suola con tassellatura da 4 mm e di una costruzione orientata a una lunga durata va proprio in questa direzione: offrire una scarpa capace di mantenere performance, stabilità e sensazione di comfort anche dopo molti chilometri.
Il tema della durabilità emerge come uno degli elementi chiave: ritenete che oggi rappresenti un vero driver di scelta per il consumatore, al pari di grip e ammortizzazione?
Sì, e crediamo che lo sarà sempre di più. Grip e ammortizzazione restano naturalmente fattori centrali nella scelta di una scarpa trail, ma oggi il consumatore è molto più consapevole e valuta anche ciò che succede dopo i primi utilizzi. Una scarpa deve mantenere affidabilità, comfort e stabilità nel tempo. In Keen la durabilità non è un tema accessorio: è parte integrante della performance ed è anche strettamente collegata al nostro approccio al prodotto. Pensiamo che una scarpa che dura di più sia una scarpa migliore, sia per il runner sia in un’ottica di minore impatto ambientale.
In un mercato trail sempre più evoluto e tecnico, quanto è importante per voi trovare un equilibrio tra performance, comfort e accessibilità?
Per noi è essenziale. Il trail running è una categoria sempre più tecnica, ma non vogliamo che la tecnicità diventi una barriera. La sfida è offrire prodotti credibili dal punto di vista della performance, ma capaci anche di trasmettere comfort immediato e facilità d’uso. KEEN ha sempre avuto una vocazione inclusiva: creare calzature che funzionano davvero, ma che restano accessibili nell’esperienza, nella calzata e nella versatilità. In questo senso il nostro ingresso nel trail running vuole ampliare la base dei praticanti, parlando sia agli utenti più esperti sia a chi si avvicina a questo mondo cercando sicurezza, supporto e piacere di corsa.
In entrambi i modelli si riscontra grande attenzione ai dettagli funzionali, dalla gestione dei lacci alla protezione e stabilità: quanto incide oggi la progettazione dell’esperienza complessiva di corsa, oltre alla pura prestazione?
Incide moltissimo. Oggi non basta più lavorare sulla prestazione in senso stretto: il runner percepisce il valore del prodotto nell’esperienza complessiva. Questo significa considerare ogni dettaglio che contribuisce alla qualità della corsa, dalla calzata alla protezione, dalla stabilità alla fluidità dell’appoggio. Per KEEN questa visione è particolarmente importante, perché viene da una cultura del prodotto in cui il benessere del piede e la funzionalità reale sono sempre stati centrali. La prestazione è fondamentale, ma deve essere parte di un sistema più ampio, in cui il runner si sente sicuro, sostenuto e a proprio agio in ogni fase dell’uscita.
Con Roam introducete una proposta più versatile, adatta a terreni misti: qual è stata la strategia alla base di questo sviluppo e quanto è rilevante oggi offrire prodotti capaci di adattarsi a contesti d’uso differenti?
Roam nasce dalla consapevolezza che oggi molti runner non separano più in modo rigido strada e trail. Esiste un utilizzo sempre più dinamico, fatto di percorsi misti, transizioni tra urbano e natura, allenamenti quotidiani su superfici diverse. La nostra strategia è stata quindi quella di creare una scarpa capace di adattarsi a questi contesti, con una trazione versatile, un’ammortizzazione equilibrata e una costruzione stabile e confortevole. È una proposta molto contemporanea, perché risponde a uno stile di corsa meno rigido e più libero, in cui la versatilità del prodotto diventa un valore concreto.
Il consumatore è sempre più attento a materiali e processi produttivi: come integrate il tema della sostenibilità nella vostra offerta, rendendolo un valore concreto e non solo comunicativo?
Per Keen questo tema si traduce prima di tutto in scelte di prodotto. Il nostro approccio “Consciously Created” si basa sull’idea di realizzare calzature più responsabili attraverso materiali, processi e standard più attenti. Sappiamo, ad esempio, che Keen è PFAS-free dal 2018 e che il brand lega in modo molto chiaro il concetto di sostenibilità a quello di durabilità: una scarpa fatta per durare più a lungo è anche una scarpa che riduce la necessità di sostituzione frequente. Per noi è importante che questi aspetti non restino astratti, ma emergano in un prodotto che il consumatore percepisce come affidabile, durevole e coerente con i valori del marchio.
Questo lancio rappresenta un primo passo esplorativo oppure l’inizio di un percorso strutturato nel trail running? Quali sono le vostre ambizioni di medio periodo all’interno di questa categoria?
Lo consideriamo l’inizio di un percorso strutturato. Seek e Roam sono un debutto, ma non un test isolato. L’ambizione è costruire progressivamente una presenza credibile nel trail running, partendo da ciò che sappiamo fare meglio: creare prodotti che uniscono funzione, comfort, protezione e durabilità. A medio periodo vogliamo consolidare il posizionamento di Keen in questa categoria, dialogare con una community di runner sempre più ampia e far emergere un punto di vista distintivo, coerente con la nostra identità outdoor. Non vogliamo essere semplicemente presenti nel trail: vogliamo portare una proposta riconoscibile e rilevante.