Il canale run specialty ha registrato una crescita nel 2024, ma a trainare il settore sono stati soprattutto i prezzi medi più alti.
A evidenziarlo sono stati David Durkin, co-owner di Karnan Associates, e Beth Goldstein, footwear & accessories analyst di Circana, durante la sessione “Research & Trends” dello scorso 2 dicembre a The Running Event (TRE) di San Antonio, Texas.
Mercato Running: +9% nelle vendite, trainato da volumi e prezzi
Secondo Circana, le vendite di running footwear (tutti i canali, escluso DTC) hanno raggiunto 5,33 miliardi di dollari nei 12 mesi a settembre, in crescita del 9%, accelerando rispetto al +7% dell’anno precedente.
Un risultato molto superiore all’1% registrato dal mercato footwear nel suo complesso.
Il running rappresenta ormai il 10% del mercato calzature e ha guadagnato un punto percentuale nell’ultimo anno.
La crescita è sostenuta da:
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volumi in aumento: +4% per 52,5 milioni di paia
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prezzi medi in rialzo: +5% a 102 dollari
Goldstein segnala che i rincari sono dovuti anche ai dazi, ma soprattutto al fatto che il consumatore è disposto a “fare trade-up” a favore di innovazione e novità.
Run Specialty: crescita modesta (+3,1%) e prezzi più alti
Al contrario, il canale run specialty cresce solo del 3,1%, con volumi sostanzialmente piatti (+0,3%).
Il prezzo medio sale del 3,3%, arrivando a 145,95 dollari, circa:
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+40% rispetto alla media del mercato running (102$)
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+10% rispetto ai negozi sporting goods (119$)
Running boom, ma non per tutti
Nonostante uno scenario favorevole — come i quasi 60.000 finisher alla NYC Marathon, record assoluto — la crescita dei negozi specializzati non tiene il ritmo del mercato.
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Strava: partecipazione ai running club +59% nel 2024
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Vendite running complessive: +9%
Durkin nota però che molti negozi stanno vivendo un anno “ottimo”, mentre altri risultano “piatti o in calo”.
La Pressione dell’e-commerce
Oggi il 43% del running footwear viene acquistato online (era ~30% pre-Covid).
L’online cresce +10%, più del retail fisico (+6%).
Amazon (incluso Zappos) è:
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1° retailer footwear in assoluto
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2° nel running, con >11% di quota
Goldstein sottolinea però che il dato positivo per i negozi è che il 57% degli acquisti running è ancora in-store, perché il consumatore continua a valorizzare l’esperienza fisica.
Target mancati: giovani, over 55, casual users
Secondo Circana, il run specialty non sta sfruttando appieno alcune fasce strategiche:
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Teenagers: generano il 25% della crescita ma solo il 10% delle vendite
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25–34 anni: 40% della crescita, 20% delle vendite
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Over 55: crescita elevata e forte potere d’acquisto
Si apre poi una grande opportunità nel segmentare i runner:
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49% dei consumatori si definisce runner
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56% casual
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34% moderati
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10% seri
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Moderati e seri privilegiano innovazione e caratteristiche tecniche; i casual mettono il prezzo al terzo posto. Anche categorie come lifestyle running, recovery footwear, fuel & hydration e gear invernale risultano sottosfruttate.
Brand: crescono Nike e Topo, frenano Brooks, HOKA e On
Nel run specialty, secondo Karnan Associates:
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I primi 5 brand (Brooks, HOKA, New Balance, ASICS, Saucony) calano insieme del 7,4%
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I brand tra il 6° e il 10° posto (On, Altra, Nike, Mizuno, Topo) crescono del 9,4%
Nel mercato totale running (tutti i canali):
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Brooks e HOKA dominano con ~23% di quota ciascuno
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Nike sale al 3° posto
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On ha l’ASP più alto (143$)
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Skechers registra il maggior aumento di quota
Goldstein evidenzia che innovazione e nuovi lanci stanno guidando la crescita di New Balance e ASICS.