di Manuela Barbieri
Quando gli allenamenti si spostano sui sentieri e le distanze aumentano, precisione del GPS, qualità della navigazione e autonomia diventano fondamentali. Per due settimane abbiamo messo alla prova il Cheetah 2 Ultra, il nuovo sportwatch di Amazfit per il trail running, al polso anche del vincitore dell’ultimo UTMB, Ben Dhiman, che abbiamo avuto l’opportunità di intervistare a Chamonix pochi giorni prima della gara. Ampio display Amoled, GPS a doppia antenna, mappe offline e fino a 60 ore di autonomia in modalità GPS ad alta precisione: ecco come si è comportato sui sentieri.

Sincronizzazione con l’app Zepp: semplice e immediata
La sincronizzazione di Amazfit Cheetah 2 Ultra con l’app Zepp è davvero semplice e veloce. Al primo utilizzo basta scaricare l’applicazione sul proprio smartphone e per associare l’orologio seguire, passo dopo passo, le indicazioni. La procedura è intuitiva e richiede pochi minuti, dopodiché è possibile accedere a tutte le impostazioni e alle funzioni disponibili. Una volta completata la sincronizzazione, i principali setting possono essere modificati sia direttamente dall’orologio che attraverso lo smartphone.

Display ampio, più spazio per mappe e dati
Le dimensioni di Amazfit Cheetah 2 Ultra possono risultare impegnative per chi ha un polso piccolo, così come il peso di 52 grammi, cinturino escuso. Tuttavia, il formato “generoso” del display Amoled si rivela un vantaggio concreto durante la corsa, soprattutto quando si devono consultare mappe e numerosi dati contemporaneamente. La leggibilità, tra l’altro, si mantiene elevata anche in condizioni di forte luce solare. La robustezza e la solidità di Amazfit Cheetah 2 sono merito di una cassa realizzata in titanio di grado 5 e al vetro zaffiro che protegge il display, mentre le sei certificazioni di livello militare garantiscono affidabilità anche in condizioni climatiche estreme. Per l’utilizzo quotidiano ho trovato più funzionale la modalità del display “always on”, anche se inevitabilmente incide maggiormente sull’autonomia della batteria. Il touchscreen è molto sensibile e risponde anche a un semplice sfioramento (talvolta anche involontario). Tra le funzioni extra c’è è la torcia integrata, con luce bianca e rossa e diversi livelli di luminosità, selezionabili attraverso i pulsanti “up/down”. Insieme alla modalità SOS, è una dotazione che può rivelarsi particolarmente utile durante le uscite notturne, quando avere una fonte luminosa sempre disponibile al polso può fare la differenza in caso di necessità.

Due cinturini, due utilizzi diversi
Amazfit Cheetah 2 Ultra viene fornito con due cinturini, uno in nylon e uno in silicone, adatti a esigenze diverse. Per la corsa ho preferito quello in nylon: è più traspirante e offre una maggiore possibilità di regolazione, caratteristica che nel mio caso si è rivelata particolarmente utile anche considerando le dimensioni ridotte del mio polso. Il cinturino in silicone tende invece a trattenere maggiormente il calore e a far sudare il polso, ma si è dimostrato più pratico durante le sessioni di nuoto che ho recentemente inserito nel mio piano di allenamento.

Un’autonomia pensata anche per le ultra
L’autonomia è senza dubbio uno degli elementi più interessanti di Amazfit Cheetah 2 Ultra. L’azienda dichiara fino a 30 giorni in condizioni di utilizzo standard e fino a 60 ore in modalità GPS ad alta precisione: un dato che rende il dispositivo un compagno affidabile anche su distanze superiori ai 160 chilometri. Un’autonomia così elevata è particolarmente importante per atleti come Ben Dhiman che, a Chamonix, proprio pochi giorni prima della vittoria all’UTMB, ci ha raccontato: “Mi sto allenando tantissimo, quasi 30 ore alla settimana, quindi l’autonomia della batteria è un aspetto fondamentale e quella di questo orologio è davvero notevole”.
64 GB per mappe, musica e app
I 64 GB di memoria interna offrono ampio spazio per personalizzare il dispositivo in base alle proprie esigenze. Possono essere utilizzati per salvare mappe e contenuti audio, oltre che per scaricare dall’app Zepp centinaia di applicazioni, molte delle quali gratuite e alcune a pagamento, tra cui Jet Lag Manager. Lo spazio di archiviazione ancora disponibile può essere verificato direttamente nella sezione Sistema/informazioni.
GPS preciso anche dove il segnale è più difficile
All’avvio dell’attività, il segnale satellitare si aggancia rapidamente, generalmente in pochi secondi. Il sistema GPS a doppia antenna è molto affidabile anche nei contesti un po’ più complessi, come nei boschi molto fitti. Una caratteristica che ha trovato conferma anche nelle parole di Ben Dhiman che, con i suoi 12.000 metri di dislivello positivo a settimana, ha sicuramente avuto modo di testare Amazfit Cheetah 2 Ultra in luoghi in cui la ricezione del segnale è più problematica.

Mappe offline e navigazione sicura in montagna
Le mappe topografiche a colori disponibili sull’app sono molto semplici da importare sull’orologio e, una volta salvate, possono essere utilizzate successivamente anche offline, senza connessione a Internet. Durante la corsa, Amazfit Cheetah 2 Ultra accompagna la navigazione con indicazioni vocali in tempo reale: segnala la distanza dal punto selezionato, le svolte, e le variazioni del percorso, fornendo anche informazioni relative alle salite e alle discese imminenti, compresi dislivello e angolo di pendenza. Gli avvisi vocali sono chiaramente udibili grazie agli altoparlanti integrati, piuttosto potenti.
Creare e importare un percorso
La creazione di un itinerario direttamente dall’app Zepp è molto intuitiva. Dal menu “Esercizio/Crea Percorso” è sufficiente selezionare sulla mappa i punti che definiscono il percorso (partenza e arrivo), quindi salvarlo e trasferirlo sull’orologio cliccando sull’apposito pulsante. In alternativa, è possibile aprire un file GPX già esistente tramite l’app Zepp e trasferirlo successivamente su Amazfit Cheetah 2 Ultra.
Dati chiari e analisi avanzate per allenamento e recupero
Uno dei punti di forza di Amazfit Cheetah 2 Ultra è la quantità di informazioni che è in grado di raccogliere e visualizzare. I dati sono numerosi, molto accurati (anche senza l’utilizzo di una fascia cardio) e sono facili da leggere e interpretare. Il dispositivo permette di monitorare in tempo reale 80 dei 84 parametri disponibili, tra cui distanza e andatura rapportate alla pendenza, velocità e angolazione delle salite, altitudine e temperatura corporea. Sono inoltre disponibili informazioni come il conto alla rovescia per l’alba e il tramonto e la pressione atmosferica. Amazfit Cheetah 2 Ultra offre analisi approfondite non solo per l’allenamento ma anche per il recupero. È possibile monitorare anche il carico di allenamento, i livelli di affaticamento a breve e lungo termine e la soglia del lattato. La variabile della frequenza cardiaca fornisce inoltre indicazioni sullo stato del sistema nervoso, mentre la funzione BioCharge valuta le condizioni fisiche e il livello di recupero. Tutte informazioni utili per capire la risposta del corpo agli allenamenti e, di conseguenza, gestire e programmare con maggiore consapevolezza le successive sessioni di allenamento. Anche su questo aspetto è interessante l’esperienza di Ben Dhiman: “Amazfit Cheetah 2 Ultra mi permette di raccogliere dati che posso analizzare dopo ogni corsa, per capire com’è andato l’allenamento e monitorare i miei progressi nel tempo, in modo da poter migliorare le mie prestazioni giorno dopo giorno”.

Compatibilità con le principali piattaforme di allenamento
L’esperienza con Amazfit Cheetah 2 Ultra non si limita però alle funzioni integrate al suo interno. Il dispositivo è infatti compatibile anche con diverse piattaforme, tra cui TrainingPeaks, Runna e Intervals.icu, e permette inoltre di sincronizzare le attività con Strava. Funzionalità utile per chi utilizza già queste applicazioni per programmare gli allenamenti, analizzare le proprie attività o condividere i risultati. In questo modo, Amazfit Cheetah 2 Ultra può inserirsi facilmente nella propria routine quotidiana.