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Trofeo Kima, gara confermata

20 Agosto 2026

Il comitato organizzatore ha sciolto le riserve: sabato si correrà la 23ª edizione del Trofeo Kima. Confermata anche la sua sorella minore, che ricalca le fasi finali della Grande Corsa sul Sentiero Roma, e i due eventi trail non federali da 14 e 6 km. Il programma prevede il briefing obbligatorio per Kima e Sky nel pomeriggio di venerdì. Novità 2026: l’introduzione del casco per motivi di sicurezza nella parte in quota che va da Predarossa ai Bagni Masino per il Kima e dal Rifugio Gianetti ai Bagni Masino per la Skyrace. Non solo per la prova di Coppa del Mondo i concorrenti dovranno indossare un riflettore RECCO che potrà essere acquistato o noleggiato al ritiro pettorale.  Sabato la scaletta è decisamente intensa con ben quattro partenze, una dopo l’altra. A dare fuoco alle polveri saranno i 457 atleti accreditati al Trofeo Kima (partenza prevista da Filorera alle ore 6:30); a seguire sarà la volta della Kima Extreme Skyrace (partenza ore 7:30). Alle 9:00 scatterà il Kima Trail, mentre 15 minuti più tardi sarà il turno della Mini da 6 km.

Trofeo Kima

Per i corridori del cielo, il Trofeo Kima è mito, tradizione, leggenda. Non è una semplice gara, ma “la gara”: un evento biennale che da 32 anni ha stregato e fatto sognare intere generazioni di skyrunner. Nonostante un’attenta selezione, che valuta sia le performance che l’esperienza alpinistica degli atleti, i pettorali sono andati esauriti in poche ore e la lista d’attesa è lunghissima. Sabato mattina, “all’università dello skyrunning”, sono accreditati oltre 450 atleti provenienti da 40 differenti nazioni. La prova? 52 tecnicissimi chilometri con 4.800 m di dislivello totale, passando per sette valichi alpini, tutti sopra i 2500 m (quota massima: Passo Cameraccio 2.950 m). Entrare nella storia non è però cosa da poco: basti pensare che i record sul tracciato originale (50 km con un dislivello positivo di 3.800 m) sono rimasti imbattuti (Marco Gatta 5h49’10” e Gloriana Pellissier 7h48’27”). Dopo gli ultimi ritocchi, che hanno reso la Grande Corsa sul Sentiero Roma ancora più lunga e impegnativa (52 km con 4200 m D+), i tempi da battere appartengono allo spagnolo Finlay Wild (6h05’54”) e all’americana Hillary Gerardi (7h30’38”). Un dato interessante che evidenzia come il livello femminile sia cresciuto in maniera esponenziale.


Alcuni nomi

Al maschile gli occhi saranno puntati sul bergamasco William Boffelli, che si presenta al suo primo Trofeo Kima in una condizione atletica strepitosa. L’atleta del Team Kailas ha caratteristiche che ben si sposano con un tracciato lungo, tecnico e severo come quello del Sentiero Roma e sarà uno degli uomini da battere. Tra i principali avversari spicca lo spagnolo Manuel Merillas, atleta che il Kima lo conosce molto bene e che su questo tipo di terreno riesce sempre ad esprimersi ai massimi livelli: nel 2014 fu secondo alle spalle di Kilian Jornet. Grande attenzione anche a Gianluca Ghiano e Mattia Bertoncini. Subito dietro si apre una nutrita schiera di outsider di lusso con lo spagnolo Dimas Pereira, Lorenzo Rota Martir, il francese Johann Baujard, Mattia Tanara, Federico Nicolini, Damiano Lenzi e Philipp Ausserhofer.

Se al maschile il pronostico appare aperto, al femminile il nome di riferimento è inevitabilmente quello di Hillary Gerardi. La fuoriclasse americana conosce alla perfezione il Sentiero Roma: ha vinto il Kima nel 2018, 2022 e 2024 e nel 2022 ha fissato il record della gara in 7h30’38”. A contenderle il successo ci sarà innanzitutto Emelie Forsberg, altra atleta che con il Kima ha un rapporto speciale: seconda nel 2012 e 2014 e vincitrice nel 2016, conosce bene difficoltà e insidie di questo tracciato. Da tenere d’occhio anche la francese Lucille Germain, skyrunner particolarmente competitiva sui terreni tecnici e candidata a inserirsi nella sfida per il podio. Subito alle loro spalle attenzione alla norvegese Shanga Balendran, già sesta al Kima 2024, e alla canadese Kalie McCristal. Completano una starting list femminile di grande interesse Roberta Jaquin, le francesi Olivia Magnone e Iris Pessey, Aurora Bosia, la polacca Miroslava Witowska e Giulia Marchesoni.

Sky

Guai a chiamarla gara di contorno. La Skyrace, disegnata sulla parte finale del Kima, è estrema di nome e di fatto: prevede uno sviluppo di 27,5 km, 1890 m di dislivello positivo, con salita verso il rifugio Gianetti, passaggio al mitico Passo Barbacan (2570 mslm, GPM della gara) e discesa verso il rifugio Omio. Un piccolo assaggio del Trofeo Kima con la possibilità di mettersi alla prova nella parte finale della più leggendaria delle Ultra Skymarathon. Qui i tempi da battere sono quelli del 2022: Luca Del Pero (2h58’42”) e Giulia Marchesoni (3h30’38”). Anche per questa gara le iscrizioni sono ancora aperte sul sito www.trofeokima.org.

 

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