GoPro ha raggiunto un accordo definitivo per una fusione con Starman Optical, società statunitense di fotonica ed elettro-ottica controllata da Starman Holding. L’operazione, annunciata il 1° settembre, segna un cambio di proprietà per il pioniere delle action camera e ne ridisegna il posizionamento strategico, portandolo verso mercati lontani dalle proprie origini outdoor e action-sport.
In base ai termini dell’intesa, gli azionisti di GoPro riceveranno complessivamente 285 milioni di dollari in contanti, pari a 1,14 dollari per azione (importo soggetto a un possibile aggiustamento sul capitale circolante), mantenendo circa il 10% della nuova società. I circa 92 milioni di dollari di debito in essere di GoPro verranno estinti al closing, previsto entro fine anno. Il titolo resterà quotato al Nasdaq.
Un business core in difficoltà
L’operazione arriva al termine di un lungo periodo di erosione del business tradizionale delle fotocamere. GoPro ha dovuto fare i conti con la crescente concorrenza dei player cinesi DJI e Insta360, oltre che con l’aumento dei costi dei chip di memoria. Il valore di mercato dell’azienda si è ridotto di circa il 96% rispetto alla valutazione dell’IPO del 2014, mentre nel secondo trimestre 2026 i ricavi sono calati del 31% su base annua e la perdita netta è salita a 51 milioni di dollari.
Ottica, difesa e data center: la nuova direzione
La fusione porterà nel portafoglio di GoPro i transceiver ottici prodotti negli Stati Uniti da Starman, aprendo alla società un’esposizione al mercato delle infrastrutture AI per data center. L’obiettivo dichiarato è valorizzare il know-how di GoPro in imaging e ottica, insieme a un portafoglio di oltre 2.500 brevetti statunitensi, in applicazioni per difesa, robotica, aerospazio e settori legati alla sicurezza nazionale. Il fondatore e ceo Nick Woodman ha descritto la nuova entità come una realtà americana di imaging e soluzioni ottiche attiva in ambiti rilevanti per la sicurezza nazionale, mentre l’amministratore delegato di Starman Holding, Charles Tebele, ha sottolineato l’obiettivo di riportare negli Stati Uniti la manifattura di componenti considerati strategici, combinando le competenze ottiche di GoPro con le capacità produttive di Starman nei transceiver.
Dietro Starman Holding c’è un gruppo che controlla già marchi di custodie per smartphone come Incipio, Incase, Griffin e Survivor, oltre a Digital Gadgets, realtà nota per i contratti ottenuti durante la pandemia per la fornitura di test COVID-19. Sul piano societario, la nuova capogruppo di GoPro sarà una entità denominata Action Acquisitions LLC.
Nessun addio al consumer, ma un riposizionamento evidente
GoPro ha precisato che prodotti consumer, abbonamenti e piattaforma cloud esistenti continueranno a essere supportati e che punta a crescere anche in questo segmento. Per un settore outdoor che ha visto GoPro trasformarsi da semplice accessorio per gli sport d’azione a brand tecnologico tra i più riconoscibili al mondo, l’operazione rappresenta più un cambio di direzione sostanziale che una vera uscita dal mercato consumer.
Il fattore Markiplier
A rendere ancora più movimentata la vicenda ha contribuito la notizia, emersa poco prima dell’annuncio, secondo cui lo youtuber e filmmaker Mark “Markiplier” Fischbach avrebbe accumulato una quota dell’8,5% in GoPro, diventandone il primo azionista e innescando un forte rialzo del titolo in Borsa. Non è ancora chiaro se lo youtuber intenda mantenere la propria partecipazione o cederla in vista del closing dell’operazione.