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Fabrizio Amicabile racconta la sua nuova sfida solidale: Venezia Bruxelles for SLA

19 Marzo 2025

Da Venezia a Bruxelles correndo. Fabrizio Amicabile, ultramaratoneta e runner solidale, ha lanciato questo progetto al fine di sensibilizzare e raccogliere fondi a favore della ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia che solo in Italia registra più di 6.000 casi secondo i dati di Aisla. Un’avventura in 12 tappe per 700 km che il runner percorrerà dal dal 23 agosto al 13 settembre.

Fabrizio Amicabile, classe 1960 nato a Ponti sul Mincio (MN), è appassionato di corsa da che ne ha memoria. Si avvicina a questa disciplina da adolescente, per affrontare alcuni problemi di saluti. Prima le medie distanze, poi le maratone, fino ad arrivare alle ultramaratone e ai record da Guinness come il giro del Lago di Garda: quasi 150 km in poco più di 17 ore.

Negli anni si è offerto come portavoce d’eccezione per imprese di grande impegno e solidarietà, tra cui la prossima Venezia Bruxelles for SLA per chiedere al Parlamento Europeo maggiori fondi per la ricerca e la lotta contro le malattie neurodegenerative come la SLA.

In occasione di questa impresa, la più impegnativa fino ad ora, Fabrizio è supportato dai Lions Italiani ed Esteri e da GS LOFT, club esclusivo dedicato al benessere del corpo e della mente, pioniere italiano della longevità e del biohacking. Il fondatore, Giacomo Spazzini, si è appassionato fin da subito alla sfida, decidendo di seguirne personalmente la preparazione atletica.

Per affrontare tre settimane di corsa intensa, con tappe giornaliere tra i 30 e i 60 chilometri, GS LOFT ha sviluppato per lui un programma di allenamento su misura, che combina sessioni di cardio ad alta intensità per migliorare resistenza e capacità aerobica, sedute di potenziamento muscolare mirate e un regime alimentare studiato per garantire energia e recupero ottimali. Un percorso pensato per portarlo al massimo della forma fisica e mentale, pronto a superare i propri limiti fino a Bruxelles.

L’intervista a Fabrizio Amicabile

Per farci raccontare meglio la sua vita e le sue imprese, abbiamo intervistato Fabrizio Amicabile.

Come hai cominciato a correre?
Nonostante i chilometri percorsi nella mia vita, mi considero ancora un podista della domenica che ha iniziato a correre per un motivo insolito. Da piccolo, alla scuola materna, ho avuto una brutta caduta e da allora ho cominciato a soffrire di crisi epilettiche. Nell’età dello sviluppo sono arrivato addirittura ad avere qualcosa come 300 crisi al giorno, oppure solo 3 ma talmente forti che mi facevano cadere a terra, mi sono spaccato i denti più volte. Rimanevo a terra anche 20 minuti.

Come questo episodio ha influenzato la tua vita?
La mia vita doveva essere piatta, con meno emozioni e sollecitazioni possibile. Ma capite bene che per un bambino era difficile non potersi emozionare e non fare tutti quei giochi normali per un bambino. Anche un banale nascondino poteva diventare un problema.

Come ne sei uscito?
All’età di 9 anni ho iniziato a desiderare di inserirmi tra le persone e mio papà, per farmi sfogare, mi portava a correre nei prati e nei campi. Allora correvo dagli 8 ai 13 km praticamente tutti i giorni e da allora non ho più smesso. Mi faceva stare bene e a 18 anni ho avuto la mia ultima crisi. Da allora mi sono sentito di dover far qualcosa nel rispetto dei malati e così ho iniziato a trasformare la mia passione in un modo per fare del bene. Fortunatamente ho un carattere testardo che mi ha portato a fare cose che non avrei mai pensato possibile.

Come vivi le tue sfide?
La mia coscienza mi dice che questa è una missione e finché potrò andrò avanti. Ho sempre scelto di fare cose grandi anche perché se non fai cose fuori dallo schema non riesci a raccogliere fondi. Per questo le mie sfide hanno cercato di fare clamore e di farsi vedere sia dalla gente comune che magari si mette una mano sul cuore, sia dalle Istituzioni pubbliche. Ho sempre avuto l’idea di andare al Parlamento Europeo per chiedere maggior tutele per i malati degenerativi.

Ci racconti qualche tua impresa?
Il giro del Lago di Garda in 17 ore e 43 minuti, poi la Asiago Verona che mi ha permesso di comprare le prime due carrozzine per disabili, 27 anni fa abbiamo corso in otto runner la staffetta da Roma a Verona in 63 ore che ci ha fatto raccogliere 31 milioni lordi di lire. Nel 2016 ho conosciuto dei ragazzi malati di SLA di Ponti sul Mincio e ho capito che avrei potuto fare qualcosa per loro: per questo ho corso da Peschiera del Garda a Roma in solitaria in 73 ore per raccogliere fondi.

Il progetto Venice Bruxelles for SLA com’è ndato?
È nato da me e da un mio desiderio dopo che ho capito quanto queste persone affette da SLA siano abbandonate al loro destino. Mi sono confrontato con il gruppo dei Lions che hanno preso a cuore il progetto. Sono loro che hanno contatto Spazzini che si è subito appassionato all’idea. Il team di GS LOFT è composto da grandi professionisti e si dedicano alla solidarietà. Per me è stato un grande onore ricevere il loro appoggio perché so di essere solo un dilettante rispetto agli atleti che loro seguono. Ma mi sento di volerli davvero ringraziare, onorato di aver creato questa bella sinergia con Giacomo.

Come sta andando la preparazione?
Molto bene perché la ritengo davvero completa. oltre che le gambe, mi sta preparando corpo, mente grazie ad allenamenti mirati cui mi sottopongo tutte le sere per almeno 45 minuti, e a una dieta che seguo al grammo.

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