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Salomon S/LAB Phantasm 3: l’aerodinamica entra nelle super shoes

11 Febbraio 2026

Nel segmento delle racer con piastra in carbonio, dove ormai l’evoluzione passa soprattutto da geometrie, schiume e ritorno di energia, Salomon sceglie una strada meno battuta: lavorare sull’aerodinamica. La nuova S/LAB Phantasm 3, presentata per la stagione SS26, nasce infatti da test in galleria del vento con l’obiettivo dichiarato di ridurre la resistenza dell’aria fino al 28% rispetto alla versione precedente .

Un dato che, tradotto in termini cronometrico-prestazionali, si trasformerebbe in un potenziale risparmio fino a 18 secondi su una maratona corsa a ritmo 2h06 (20 km/h) . Numeri che vanno letti con cautela, ma che introducono un tema nuovo nel dibattito tecnico sulle “super shoes”.

Tomaia “cache-cœur” e intersuola ridisegnata

L’elemento più evidente è la nuova costruzione della tomaia, definita “cache-cœur”: una struttura seamless con ghetta integrata che copre i lacci fino alla caviglia, creando una superficie continua e priva di interruzioni. L’obiettivo è ridurre le turbolenze generate da occhielli, linguetta e pieghe del tessuto durante la fase di oscillazione del piede .

Anche l’intersuola è stata riprogettata con transizioni arrotondate e prive di spigoli, per favorire un flusso dell’aria più regolare. Il lavoro non si è limitato al design: durante i test comparativi con 12 modelli concorrenti, il team ha modificato progressivamente lacci, suola anteriore e posteriore e volumi dell’intersuola per misurarne l’impatto aerodinamico .

Più stack, stesso limite regolamentare

Dal punto di vista meccanico, la S/LAB Phantasm 3 cresce in altezza: 39 mm al tallone e 33 mm all’avampiede, per un drop di 6 mm, restando entro il limite di 40 mm imposto da World Athletics .

La mescola è una optiFOAM+ in PEBA, più morbida e resiliente rispetto alla generazione precedente, abbinata alla piastra in carbonio energyBLADE con forma a cucchiaio e a un rocker più marcato. Il peso dichiarato è di 199 grammi (UK 8.5), circa il 10% in meno rispetto alla Phantasm 2 .

Galleria del vento e validazione sul campo

La scarpa è stata testata in galleria del vento Swiss Side, con misurazioni in due angolazioni statiche (50° e 25°), per simulare le fasi chiave del ciclo del passo .

Successivamente, gli atleti del team strada hanno effettuato prove a ritmo LT1 con e senza vento frontale a 20 km/h, monitorando anche il consumo di ossigeno tramite maschere metaboliche. I dati riportano una riduzione della resistenza complessiva tra il 2,5% e il 3% nei test dinamici, con un calo del VO₂ variabile tra -1,8% e -3,7% a seconda dell’atleta .

Percentuali contenute, ma coerenti con l’idea che l’efficienza aerodinamica diventi più rilevante all’aumentare della velocità – soprattutto considerando che il piede, nella fase di swing, può muoversi a velocità superiori a quella del corpo.

Nel panorama delle scarpe da gara 2026, la S/LAB Phantasm 3 introduce un nuovo parametro progettuale: l’interazione tra scarpa e flusso d’aria.

Resta da capire quanto questo beneficio sia percepibile da un atleta amatore, che corre a ritmi inferiori rispetto ai 20 km/h considerati nei calcoli. È probabile che il vantaggio si riduca con l’abbassarsi della velocità, come accade in ambito ciclistico. La sensazione è che l’aerodinamica applicata alla calzatura rappresenti un tassello in più nella corsa ai marginal gains.

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