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RECCO accelera la sua presenza nel trail running

13 Maggio 2026

RECCO amplia la propria presenza nel segmento globale del trail running, mentre cresce il numero di brand ed eventi che integrano la tecnologia di soccorso del marchio svedese all’interno di prodotti performance e iniziative dedicate alla sicurezza outdoor.

Secondo l’azienda, numerosi marchi del mondo outdoor e running — tra cui HOKA, Camelbak e Arc’teryx — hanno già introdotto i riflettori RECCO nelle proprie collezioni trail running nelle ultime stagioni. Per il 2026 si aggiungeranno nuovi prodotti equipaggiati con la tecnologia firmati Mammut, Scott, USWE e Naked, mentre i brand svedesi Swedemount ed Engelsons lanceranno entro l’anno un running vest con riflettori integrati.

Per RECCO, questa evoluzione riflette un cambiamento più ampio del settore, sempre più orientato a integrare tecnologie di sicurezza direttamente nell’equipment tecnico senza compromettere leggerezza e performance.

“Lo slancio che stiamo osservando nel trail running evidenzia un cambio significativo nel modo in cui l’industria affronta il tema della sicurezza”, ha dichiarato Fredrik Steinwall, ceo di RECCO. “Collaborando con brand e organizzazioni di soccorso vogliamo fare in modo che sempre più atleti siano rintracciabili negli ambienti in cui si allenano e gareggiano”.

Parallelamente all’integrazione prodotto, l’azienda sta rafforzando la propria presenza anche attraverso partnership con eventi come la Merrell Skyrunner World Series e adidas Infinite Trails. Le collaborazioni puntano a sensibilizzare il pubblico sui temi della preparazione e della sicurezza in contesti di gara sempre più tecnici e impegnativi.

Recco sarà inoltre safety partner degli Activation Days della European Outdoor Week di Riva del Garda, in programma il 16 e 17 maggio, dove organizzerà sessioni formative, dimostrazioni dal vivo ed esperienze guidate di trail running.

Sul fronte del soccorso alpino, la società continua infine ad ampliare la rete SAR Helicopter Detector in Europa, Nord America, Nuova Zelanda e Nepal, consentendo ai team di ricerca e soccorso di coprire aree più estese in tempi ridotti e con minori rischi operativi per i soccorritori.

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