È stata presentata lo scorso 6 ottobre la Microfiber Action Alliance (in breve MAA), iniziativa di The Nature Conservancy (TNC) che riunisce alcuni importanti marchi di abbigliamento sportivo e outdoor con il comune obiettivo di ridurre l’inquinamento da microfibre nelle filiere tessili.
Il gruppo fondatore comprende Nike, Patagonia, Under Armour, Lululemon, Cotopaxi e REI Co-op, ma l’iniziativa resta aperta anche ad altre aziende.
Cos’è l’inquinamento da microfibre
Le microfibre vengono rilasciate dai tessuti, sia sintetici che naturali, durante le fasi di produzione, utilizzo e lavaggio. Una volta diffuse nell’ambiente, risultano particolarmente difficili da rimuovere anche per via delle ridotte dimensioni.
Il fenomeno ha ampia portata: secondo alcune stime citate da TNC, queste sostanze rappresentano oltre il 30% delle microplastiche presenti negli oceani.

Cosa farà l’alleanza contro l’inquinamento da microfibre
La neonata MAA collaborerà con le aziende partecipanti per individuare, perfezionare e attuare misure in grado di ridurre il rilascio e le emissioni di fibre all’interno delle rispettive filiere.
I risultati di tali attività saranno condivisi con l’intero settore tessile per incentivarne un’adozione più ampia. L’iniziativa affianca il lavoro di The Microfibre Consortium, che sviluppa ricerche scientifiche, metodologie di test e strumenti di settore per affrontare il problema della frammentazione delle fibre.
L’alleanza non ha annunciato obiettivi di riduzione vincolanti né scadenze per l’attuazione delle misure. L’obiettivo immediato è generare evidenze pratiche e accelerare l’adozione di soluzioni efficaci in tutto il settore.