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Possibile acquisizione di Puma da parte di Anta Sports: mercato in forte rialzo

10 Dicembre 2025

L’ipotesi di un ingresso di Anta Sports nel capitale di Puma torna a farsi strada, dopo che il titolo della società tedesca è balzato fino al +16% in mattinata sull’onda dei rumor di una possibile acquisizione. Il mercato legge con favore l’interesse crescente dei gruppi asiatici: oltre ad Anta, anche Li Ning e Asics potrebbero guardare al brand di Herzogenaurach.

Secondo Bloomberg, Anta, colosso cinese quotato a Hong Kong e proprietario, tra gli altri, di Fila e Amer Sports, avrebbe incaricato un consulente per valutare un’offerta e potrebbe allearsi con un fondo di private equity per l’operazione. Nessun commento ufficiale, ma il nome dell’azienda cinese circola già da mesi, insieme a quello di fondi mediorientali e della stessa Li Ning.

Al centro delle manovre c’è la possibile uscita della famiglia Pinault, che tramite Artémis detiene il 29% di Puma (circa 960 milioni di dollari). Già in estate le indiscrezioni avevano fatto risalire il titolo, dopo mesi complicati che avevano dimezzato la capitalizzazione della società. Secondo Reuters, Anta e Asics non hanno risposto alle richieste di commento; Li Ning ha negato trattative avanzate.

Sullo sfondo resta l’interesse di altri potenziali acquirenti, come Jamie Salter (Authentic Brands Group) e Alex Dibelius (CVC), ipotesi circolata sulla stampa tedesca nei mesi scorsi. Una dinamica comprensibile, visto che ABG è specializzata nel rilancio di marchi in difficoltà e ha già acquisito Reebok da Adidas nel 2021.

Le performance di Puma, infatti, restano sotto pressione: nel terzo trimestre l’azienda ha registrato ricavi in calo del 15,3% a 1,9 miliardi di euro, margine lordo in discesa e un rosso di 62,3 milioni, contro l’utile dello scorso anno. Dati leggermente peggiori delle attese, secondo Barclays.

Nonostante ciò, la società ribadisce l’obiettivo di tornare tra i top 3 brand sportivi globali. Il nuovo ceo Arthur Hoeld, in carica da luglio, ha avviato un piano di rilancio che prevede meno sconti, un marketing più mirato, una gamma prodotti ridotta e 900 tagli di personale, mentre pesano ancora i dazi USA e la domanda debole.

Per il 2025, Puma conferma una guidance che prevede vendite in calo a doppia cifra e una perdita operativa, con investimenti stimati in 250 milioni. Deutsche Bank si aspetta ricavi a 7,5 miliardi (-15,4%) e un risultato netto negativo per 334 milioni. La valutazione di mercato attuale è di circa 2,52 miliardi di euro.

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