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L’editoriale / Doppia anima

29 Aprile 2026

Quindici anni… Running Magazine quest’anno taglia un traguardo importante. In ordine cronologico, è il terzo magazine della storia editoriale di MagNet dopo Pointbreak, oggi custodito negli archivi e nei ricordi di chi l’ha fondato, e Outdoor Magazine, il fratello maggiore che si prepara a festeggiare i suoi primi 20 anni. Di questi 15 anni, dieci li ho vissuti in prima persona. Abbastanza per veder emergere, consolidarsi e convivere le due anime che da sempre abitano queste pagine: da una parte la strada, dall’altra l’off-road. Road e trail. Velocità e dislivello. Asfalto e natura. Due mondi diversi, ma sempre più spesso destinati a incontrarsi.

È per questo motivo che abbiamo deciso di dedicare uno “Speciale” al trail running, raccontandovi storie molto diverse ma unite tra di loro da un filo conduttore: l’evoluzione di un movimento. Dalla storia di Silvia Berlendis e Nicola Quattrone, due giovani appassionati di trail running che hanno fondato la startup Data Crunch, alla nuova sfida professionale in VJ del pluricampione del mondo Marco De Gasperi che nel frattempo ha deciso anche di coronare il suo sogno organizzando una nuova gara, la Ortles Haute Route Trail, che debutterà a settembre. Dallo storico brand di Portland, Keen, che ha scelto di entrare nel trail running in una fase di forte espansione del mercato, fino a NNormal che ha recentemente lanciato un modello pensato per accompagnare i runner in tutte le loro esperienze in montagna, con un’attenzione specifica all’anatomia femminile. E ancora molte altre storie che potrete anche sentirvi raccontare dal vivo nel Trail & Running Village allestito all’interno dei paglioni di ORBDAYS & OUTDOOR, a Riva Del Garda dal 17 al 19 maggio.

Ma attenzione: le anime di Running Magazine potrebbero presto diventare tre. Non ce ne voglia il brand col baffo, finito sotto i riflettori, a pochi giorni dalla Maratona di Boston, per un scivolone che ha fatto parecchio rumore sui social: quel “Runners welcome. Walkers tolerated”, apparso su un cartello rosso in Newbury Street. Perché se c’è una direzione chiara nel running contemporaneo è proprio quella opposta: più inclusione, più accessibilità, meno ossessione per la performance. L’era del personal best ostentato sui social con screenshot del gps oggi ha lo stesso fascino di un pacchetto di sigarette. Ora si corre per stare bene, divertirsi e condividere esperienze. Va detto, però, che Nike ha corretto immediatamente il tiro, prima rimuovendo il cartello, poi pubblicando le proprie scuse: “We want more people to feel welcome in running – no matter their pace, experience or the distance…”.

Ma per alcuni resta ancora una domanda: i runner lenti o i camminatori interessano davvero ai brand? La risposta, più che un’opinione, per noi è un dato. Arriva dalla nostra inchiesta esclusiva “La Carica dei 101”, firmata da Cristina Turini, in questo numero alla sua seconda e penultima puntata: il 50% dei clienti che entrano in alcuni negozi specializzati running sono camminatori. Metà dal mercato, tutt’altro che una nicchia… Abbastanza, almeno per noi, per iniziare a immaginare un nuovo capitolo: uno speciale dedicato al walking, in arrivo sul numero 4 di Running Magazine.

Ma nel frattempo godetevi queste pagine, sfogliandole con calma. Buona lettura e… ci vediamo a Riva!


Manuela Barbieri
manuela.barbieri@mag-net.it

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