L’allenamento per una maratona spinge il corpo verso i propri limiti fisici e mentali, dove la fatica quasi introduce una dimensione di isolamento. A volte, tuttavia, è necessario trovare un’ancora emotiva nel momento di massimo sforzo, quando le energie sembrano mancare.
L’idea di Back My Run per Daniel Moores nasce durante un allenamento di 30 km in vista della Maratona di Abu Dhabi 2024. Nel momento più critico della preparazione, Moores ha intuito il valore di una voce umana in attimi delicati come quelli. Ripensando ai nonni scomparsi — e al sostegno legato a enti benefici quali la British Heart Foundation e la Lincolnshire & Nottinghamshire Air Ambulance —, è emersa la volontà di incidere la voce dei propri cari come un ricordo incancellabile, capace di riemergere lungo il percorso nel momento del bisogno. Trasformare l’affetto in stimolo uditivo converte la sofferenza individuale in carica motivazionale: da qui le basi per Back My Run, un software che sfrutta la tecnologia per replicare il calore umano che può sospingerci durante la gara, permettendo ai runner di ascoltare i messaggi delle persone più vicine durante la corsa.
L’architettura del sistema di Back My Run coniuga la massima accessibilità per i sostenitori con la piena autonomia dell’atleta. I sostenitori, prima del giorno della gara, amici e familiari registrano note vocali d’incoraggiamento tramite un semplice link web, senza la necessità di scaricare l’applicazione o creare un account.
L’atleta può selezionare i punti esatti del percorso in cui il GPS attiverà la riproduzione automatica dei messaggi.
Le opportunità di Back My Run
Back My Run si posiziona come una leva strategica per organizzatori di gare, brand sponsor, charity e ambassador nel settore del podismo e del trail running. Le campagne pre-gara ed esperienze co-branded estendono l’impronta digitale dell’evento ben prima del via. Coinvolgendo famiglie e sostenitori nella fase di raccolta audio, la piattaforma amplia la visibilità degli sponsor, può migliorare i tassi di retention dei partecipanti e valorizza le storie dei runner. Dare voce a chi sostiene gli atleti dimostra come l’innovazione tecnologica possa rendere l’esperienza agonistica profonda, corale e autenticamente umana.