Si è svolto lo scorso 18 novembre al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma il convegno “Acea Run Rome The Marathon per Roma: la corsa verso l’innovazione continua”, dedicato alla presentazione dei risultati della ricerca condotta dalle Prof.sse Maria Paola Faggiano e Barbara Mazza in collaborazione con gli organizzatori della Maratona di Roma.
All’incontro hanno preso parte atleti di rilievo internazionale come Andy Díaz Hernández, oro mondiale e europeo indoor nel salto triplo, e Fabrizio Donato, bronzo olimpico e oro europeo, presente anche in qualità di allenatore di Díaz. Entrambi collaborano da anni con Sport Senza Frontiere, il charity program legato all’evento.
Tra i saluti istituzionali, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Alessandro Onorato, ha sottolineato la crescita esponenziale della manifestazione: “A quattro mesi dall’evento, la Maratona di Roma ha già superato gli iscritti dell’anno scorso, con l’85% proveniente dall’estero. La maratona è ormai una festa cittadina con ricadute economiche e turistiche notevoli, che quest’anno supereranno i 75 milioni di euro.”
Il direttore marketing del Corriere dello Sport – Stadio, Daniele Quinzi, ha aggiunto: “Siamo passati dai 7.000 partecipanti del 2021 ai 22.000 di quest’anno, facendo della Run Rome la decima maratona al mondo per numero di partecipanti. L’evento non coinvolge solo chi corre: trasforma la città in un luogo di partecipazione attiva e condivisione.”
La maratona come “fatto sociale”
La seconda parte del convegno ha approfondito i risultati dello studio della Sapienza, che ha analizzato percezioni, rappresentazioni e impatto della Maratona sulla vita cittadina. Secondo l’indagine, l’evento assume una valenza culturale, sociale ed economica notevole: rappresenta valori universali come impegno, solidarietà e determinazione, che vanno oltre il gesto atletico.
Tuttavia, è emersa anche la difficoltà di coinvolgere pienamente le periferie, dove alcuni cittadini percepiscono l’evento come distante dalla loro vita quotidiana. La ricerca suggerisce quindi di rafforzare la comunicazione e la spettacolarizzazione della maratona, per renderla ancora più inclusiva e capace di coinvolgere tutti i quartieri della capitale.
Sport, cultura e comunità
Oltre alla gara, Acea Run Rome The Marathon si conferma piattaforma di progetti sociali e educativi come:
- Banco Alimentare Roma ODV: recupero e distribuzione di acqua, cibo e abbigliamento a oltre 100.000 persone bisognose nella città e nel Lazio.
- Rome is Woman: quattro appuntamenti dedicati alle donne, con corsi di running, pilates, tecnica di corsa, alimentazione e mental coaching.
- Get Ready: allenamenti di gruppo con i pacer ufficiali della maratona, pensati per divertimento e inclusione.
- ENJOY42!: percorso di mental coaching per rafforzare determinazione e benessere interiore.
- Runner Youth Academy a Kinshasa: progetto educativo con Congo River Marathon per avvicinare bambini e giovani alla corsa in un ambiente strutturato e inclusivo.
- La Corsa di Miguel e Sport Senza Frontiere: 20 borse sportive per ragazzi che non hanno mai praticato sport, favorendo inclusione e partecipazione.
Il futuro della Run Rome
La manifestazione non si limita alla gara competitiva: è un laboratorio urbano che unisce sport, cultura, economia e comunità. L’evento dimostra come la corsa possa diventare veicolo di innovazione sociale, valorizzando Roma come città internazionale e accessibile a tutti. Con la crescita costante dei partecipanti e delle iniziative collegate, Acea Run Rome The Marathon conferma il suo ruolo di appuntamento sportivo e sociale di riferimento, puntando a un futuro ancora più inclusivo e innovativo.